mercoledì 28 febbraio 2007

Storie -Italia sì Italia no


Il logo farà schifo, il sito farà schifo ma la vicenda di Italia.it rappresenta una dolente conferma.

Italia gnamme, se famo du spaghi...

Le associazioni di categoria (assocomunicazione, aiap, adci, etc) contano poco o nulla. L'autorevolezza e la professionalità che dovrebbero essere un loro punto di forza non vengono percepite a livello istituzionale: tanto che i politici si sentono “liberi” di poter fare a meno del loro (competente) punto di vista.

Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.

E' facile sparare a zero sul lavoro fatto, indignarsi e prendere le distanze dopo. E' necessario invece lavorare per cambiare la percezione del pubblicitario (grafico, comunicatore). Altrimenti che ci stanno a fare queste associazioni?

1 commento:

Luca Oliverio ha detto...

RIFONDIAMOLE!

E' inutile, concordo sempre di più con i tuoi punti di vista, il che mi fa coincidere un po' troppo con i tuoi occhiali: stiamo diventando inseparabili :)

Le associazioni non hanno valore perché sono troppo spesso dei club preparati solo ad autocelebrarsi (vedi le news che pubblicano più spesso) o a promuovere solo una parte dei propri soci.

Credo che il conflitto di interessi in Italia sia ancora troppo forte e sconosciuto: può il DC di Armando Testa essere il Presidente di ADCI? Un po' come Galliani facesse il Presidente della Lega Calcio, oppure il Presidente dell'UPA fosse anche il presidente di Auditel... contraddizioni in termini insomma, delle quali siamo contradditoriamente sommersi.

E pensare che molti lo ignorano e fanno a gare per iscriversi.

Rifondiamo le associazioni (aboliamo quelle inutili soprattutto, atte a "categorizzare" ciò che non è possibile "categorizzare") e facciamole presiedere da gente che si impegni solo in quello, senno non hanno il tempo per seguire le gare, vincerle e anche, contemporaneamente, dare pareri tecnici o farsi sentire dalle istituzioni, o no?!

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