venerdì 9 marzo 2007

Storie -Jean Baudrillard è scomparso



E' coincidenza curiosa che mi sia trovato a scrivere questo post dedicato a Jean Baudrillard mentre su canale5 davano il Grande Fratello, esempio dell'osceno teorizzato dal filosofo francese.

La lettura di Baudrillard è ardua ma indispensabile: il suo linguaggio è impervio ma di assoluta fascinazione. Da ogni suo scritto possiamo uscirne provati ma arricchiti. E con qualche dubbio in più che non fa mai male, soprattutto a noi travèt della comunicazione.

Baudrillard, insieme a Marshall McLuhan, è il filosofo che più di altri ha studiato la deriva mediatica della nostra società, la perdita del senso, l'uccisione della realtà, la scomparsa di ogni alterità.

Nella rete si trovano parecchie risorse. Io vi segnalo questo video francese, la raccolta di articoli della The European Graduate School, l'International Journal of Baudrillard Studies, il filosofico con un lungo articolo di Mai Saroh Tassinari ed i link raccolti da Gianfranco Bertagni.

Il pensiero deve svolgere un ruolo catastrofico, essere esso stesso un elemento catastrofico, di provocazione, in un mondo che vuole epurare tutto, sterminare la morte, la negatività. Ma deve nello stesso tempo restare umanista, preoccuparsi dell'uomo e, per questo, ritrovare la reversibilità del bene e del male, dell'umano e dell'inumano.

E' l'ultimo pensiero di Parole Chiave di Jean Baudrillard, Armando Editore.

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