venerdì 16 gennaio 2009

La pubblicità secondo il Prof. Gorilla


Cadburys Dairy Milk from infrared on Vimeo.

Quando fu lanciato lo spot Gorilla batterista per Cadbury Dairy Milk, avanzai dubbi sulla sua efficacia: mi sembrava un entertainment lontano dal prodotto, da una promessa motivante e, tra l'altro, non lo trovavo così divertente.

Ebbene, a un anno e mezzo dalla messa on air e on line del 90 secondi, Creativity Works 8 pubblica il case study, segnalandolo come esempio di eccellenza creativa che ha dato buoni risultati di vendite (+ 9%, nel breve termine), ha migliorato il rapporto brand-consumer, differenziato la marca, ri-motivato l'azienda.

Come affermano Chris Willingham e Lee Rolston nel documento:

“Abbiamo imparato quanto può essere forte il potere di una creatività irrazionale. A volte non puoi razionalizzare perché una cosa funziona o che cosa le persone prendono da essa.”

Il regista del Gorilla batterista è Juan Cabral (copy e direttore creativo in Fallon London): l'aggiornatissimo Federico Russo di My Predictions ha raccolto alcuni dei suoi lavori.

Insomma: il gorillone è salito in cattedra e mi ha impartito una bella lezione di branding: la farò fruttare senz'altro ;-)

5 commenti:

Luca Oliverio ha detto...

ero (e sono) tra gli scettici sull'efficacia di questo spot.
Lo rimango. E continuo a pensare che sia niente più e niente meno dei nostri caroselli antichi, che per anni e da più parti si è tentato di distruggere.
E a me, che carosello piaceva, dispiace vedere queste "cagate pazzesche" per citare fantozzi, avere la meglio su altre e più vere forme di creatività, presenti anche nel vecchissimo carosello...

ma come sai ne possiamo riparlare... intanto se alla fine di questo spot metti un codino diverso funziona comunque e io non ho mai capito cosa caspita venda... va beh, nn sono in target forse...

marco fossati ha detto...

luca: un po' ti do ragione, un po' do ragione ai risultati che son quelli che contano... lo spot prima di mandarlo in onda l'han testato 3 o 4 volte... per dire che han fatto le cose per bene... io per ora vedo questo gorilla non come formula da replicare ma come una possibilità di linguaggio, come apertura a immaginari dove il legame con il prodotto magari è labile e esteso (la gioia, il buon umore, il bicchiere mezzo pieno)... poi questo può essere un buon precedente per dimostrare che l'irrazionale davvero è un ingrediente importante nella creatività e nella comunicazione...che in fondo questo irrazionale è una forma diversa di razionalità del cuore, dei sentimenti.., boh è un po' confuso ma secondo me qui c'è qualcosa che vale per comunicare al cuore delle persone...

[m]m ha detto...

chissa' come fanno a sapere che il 9% di vendite dipende dal gorilla.
anch'io sono gorilla scettico. soprattutto perche' questa operazione è irripetibile, un gratta e vinci, IMHO.
ciao
gluca

marco fossati ha detto...

ciao gluca

gianna ha detto...

anch'io penso che con un codino diverso poteva vendere anche un antidolorifico, resta che a cannes (giuri ami parrebbe competetente) ha fatto ovazioni. La Fallon ha detto che andava bene perchè aveva il fattore " Wow,did you see that?", e meno male che il presidente di giuria aveva detto che quest'anno si asrebbe stati sul brand...

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