sabato 24 luglio 2010

Da leggere -Infantili, brandizzati, consumati

Ho sostenuto in questo libro che coltivare il bene comune è compito degli adulti. L'immaturità di cui scriveva Kant duecento anni or sono, tuttavia, è oggi più che semplicemente autoprocurata. E' favorita e consolidata dalle spinte culturali esterne che impediscono la maturazione e ostacolano il bene comune. La resistenza a queste forze può scaturire da un rinnovamento della vocazione civica, che fa appello a una società capace di rispondere con generosità ai “bisogni irrinunciabili” dei bambini in tutto il mondo, senza trasformare gli adulti in bambini né sedurre questi ultimi per trascinarli nel vortice del consumismo in nome di una loro vacua emancipazione.

(…)

I bambini devono giocare, e non pagare; agire, e non guardare; imparare, e non comprare.

Dove ha la possibilità di farlo, il capitalismo dovrebbe contribuire a proteggere i confini dell'infanzia e a salvaguardare la tutela esercitata da genitori e cittadini; diversamente, deve farsi da parte. Non tutto deve necessariamente procurare un profitto, non tutti devono necessariamente trasformarsi in consumatori, non per tutto il tempo.

Un libro che mi sento di consigliare per l'estate: Consumati Da cittadini a clienti di Benjamin R. Barber, Einaudi.


Immagine: Barbara Kruger, via.

2 commenti:

roberta buzzacchino ha detto...

grazie per questa segnalazione !
buone vacanze :)

roberta

marco fossati ha detto...

grazie roberta, buone vacanze anche a te :)

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