sabato 24 luglio 2010

Da leggere -Infantili, brandizzati, consumati

Ho sostenuto in questo libro che coltivare il bene comune è compito degli adulti. L'immaturità di cui scriveva Kant duecento anni or sono, tuttavia, è oggi più che semplicemente autoprocurata. E' favorita e consolidata dalle spinte culturali esterne che impediscono la maturazione e ostacolano il bene comune. La resistenza a queste forze può scaturire da un rinnovamento della vocazione civica, che fa appello a una società capace di rispondere con generosità ai “bisogni irrinunciabili” dei bambini in tutto il mondo, senza trasformare gli adulti in bambini né sedurre questi ultimi per trascinarli nel vortice del consumismo in nome di una loro vacua emancipazione.

(…)

I bambini devono giocare, e non pagare; agire, e non guardare; imparare, e non comprare.

Dove ha la possibilità di farlo, il capitalismo dovrebbe contribuire a proteggere i confini dell'infanzia e a salvaguardare la tutela esercitata da genitori e cittadini; diversamente, deve farsi da parte. Non tutto deve necessariamente procurare un profitto, non tutti devono necessariamente trasformarsi in consumatori, non per tutto il tempo.

Un libro che mi sento di consigliare per l'estate: Consumati Da cittadini a clienti di Benjamin R. Barber, Einaudi.


Immagine: Barbara Kruger, via.

mercoledì 21 luglio 2010

Segno o son desto? -Be Pirla


Fotografato stamattina alla fermata Precotto della M1.

L'espressione in dialetto milanese "va a ciapà i ratt" (due t) letteralmente significa "vai a prendere i topi": attività che non promette niente di buono e, in effetti, finisce per essere una perdita di tempo. Come dire: vai a perder tempo da un'altra parte!

A me piace il dialetto (qualunque dialetto) perché è un parlare vivace, colorito, sentenzioso ed ha un suono spesso divertente, sempre fortemente caratterizzato, saporito, impressivo.

Ora, non mi stupisce che Diesel sperimenti una "localizzazione" dialettale della campagna mondiale Be Stupid: anzi, la trovo una sfida tosta per un copy.

Trovo invece scontato (e maschilista) il solito riferimento alla "topa" (più toscana che milanese). E poi mi domando se i giovani Stupid che comprano i jeans Diesel conoscono il milanese...

Ancora una cosa: era mica meglio usare "pirla", "piciu", "pistola" (molto più milanesi) invece che "stupid" , ecc. ecc.
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