mercoledì 14 settembre 2011

La pubblicità secondo Diego De Silva

Trovo Assunta rannicchiata sul divano, avvolta in un cardigan di lana doppia, la tv accesa. Non mi piace affatto la sua cera, se volete saperlo. da quanto non la vedo, tre giorni, quattro? Sembrano passati due anni.
Mi butta un'occhiata sbilenca, come mi avesse letto nel pensiero. faccio appena in tempo a inventarmi qualcosa prima che possa entrare in argomento.

-Non sapevo che vedessi Mad Men.
-Mi piace quello che fa Don Draper.
-Lo vedi per lui?
-E perché dovrei seguire un telefilm pieno di gente depressa, se no?
Rimango interdetto per qualche secondo, come trovassi irriverente la recensione compressa, quindi mi accorgo di aderirvi in maniera incondizionata. Seguo Mad Men fin dalla prima stagione, e non vedo l'ora di vedere la prossima, ma non sarei mai stato capace di proporne una lettura così essenziale.

Che bella la disinvoltura di chi si pone senza pregiudizi davanti a un libro, un film, un quadro, un concerto, quello che volete, e lo coglie nella sua essenza. Mica capace, io.
-Ehi, è vero, -dico,- sono uno più infelice dell'altro, questi qua. Hai assolutamente ragione.
-E tu perché lo vedi?
-Perché mi piace quella che fa Joan, che domanda.
-Ah, la maggiorata. Eh, be', per forza.

Diego De Silva, Mia suocera beve, Einaudi.

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