mercoledì 27 novembre 2013

La pubblicità secondo Antonio Skármeta

Antonio Skármeta
– Bettini! Ci sono qui con me il sarto che deve confezionare le magliette del No, l’artista che deve realizzare le bandiere del No, il grafico che deve stampare il manifesto del No e il regista che deve filmare l’immagine del No per il nostro spazio televisivo. Bettini! Ce l’ha il simbolo della campagna?
Il  pubblicitario allunga il braccio verso il tasto nero con il suono piú acuto della tastiera, preme quel tasto e con il pedale ne prolunga la vibrazione sonora.
– Un arcobaleno, – sussurra.
– Bettini?
– Un arcobaleno. Il simbolo della campagna del No è un arcobaleno.
Olwyn trasmette la sua muta perplessità alla squadra di collaboratori e infine rivolge uno sguardo angosciato a Magdalena. La donna alza le spalle e Olwyn indica con intenzione il  bicchiere di whisky mezzo vuoto sul bordo del pianoforte.
– Un arcobaleno, Bettini
– Un arcobaleno, senatore.
– Don Adrián, questa è una campagna politica, non una pagliacciata. È vero che nella bandiera statunitense ci sono delle ridicole stelline, ma... un arcobaleno! Non si è mai visto.
– Bene, adesso si vedrà.
– Mi è stato raccomandato come il miglior pubblicitario del Paese. Non mi lasci nei guai.
A un tratto Adrián sembra uscire dallo stato di trance. Lo sente nel ritmo della sua risposta. Uno staccato, quello con cui negli anni di gloria stupiva i clienti che potevano pagarlo profumatamente.
– Mi ascolti, senatore. L’arcobaleno riunisce le condizioni che chiediamo. Ha tutti i colori ed è una cosa sola. Rappresenta tutti i partiti del No e nessuno perde la propria individualità. È una cosa bella che sorge dopo un temporale, e con tutti quei colori contiene ciò che voleva lei, signor Olwyn: l’allegria!
Dopo un intenso attimo di dubbio, in cui non sa se lasciarsi andare allo svenimento che lo minaccia o alla timida speranza che inizia a disegnargli un sorriso sulle labbra, il senatore fa schioccare le dita e si rivolge alla sua squadra:
– Signori, il simbolo della campagna del No è l’arcobaleno! Mettetelo sulle magliette, sui cappelli, sulle bandiere, sui manifesti, per le strade, sui muri, in cielo! Poi, piú per uno sforzo di volontà che per convinzione, si lancia sul pubblicitario e lo abbraccia.
– Le è costato molto partorire un’idea tanto geniale, Bettini? Adrián guarda con una certa malinconia il bicchiere di whisky e avvicinando le labbra  al volto dell’ex senatore gli sussurra all’orecchio:
– Nocte dieque incubando. – Che roba è? – Latino. Collegio di preti, senatore. – E cosa significa? – «Pensandoci giorno e notte».


I giorni dell'arcobaleno, Antonio Skármeta, Einaudi.

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