sabato 1 febbraio 2014

La pubblicità secondo Oscar Farinetti (o dell'ottimismo)

Lo so che è un momento difficile per essere ottimisti, soprattutto in Italia.
C'è stato un tempo in cui un grande innovatore italiano, Oscar Farinetti, aveva fatto realizzare uno spot televisivo per la catena di centri commerciali di prodotti elettronici che aveva lanciato.

La voce calda del poeta romagnolo Tonino Guerra alla fine diceva che "l'ottimismo è il profumo della vita". Lo diceva a un certo "Gianni", ma per ricordarlo a tutti noi. Era un bello spot. Ed era un'altra Italia: era il 2001 e le cose non andavano affatto male. 

Poi qualcosa si è rotto, prima una crepa, poi un crollo, finché è venuto giù tutto quello in cui credevamo, l'idea stessa di benessere, e ci hanno detto che la crisi economica non c'era, che era una invenzione dei giornalisti: infatti i ristoranti erano pieni, no?, e quindi dovevamo essere ottimisti perché altrimenti l'avremmo creata noi la crisi, con il nostro disfattismo.

Nei dieci anni che vanno da quello spot di UniEuro alla battuta sui ristoranti pieni, in tutto il pianeta solo la repubblica di Haiti era cresciuta economicamente meno di noi. Ma lì c'era stato un terremoto devastante e ad essere ottimisti in quel modo lì ci si sentiva anche un po' fessi. Così l'ottimismo è passato di moda.

Riccardo Luna, Cambiamo tutto! La rivoluzione degli innovatori, Editori Laterza, 2013.



Dal sito de La Stampa: le 7 regole di Oscar Farinetti per affrontare la crisi ed il futuro. (must!)

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