sabato 12 aprile 2014

La pubblicità secondo Luigi Ghirri

Io non parto mai con il presupposto di fare o di dire male di qualcosa. 
L.G.

























Preferisco [...] provocare lo stupore, più che con invenzioni sensazionali e mai viste prima, giocando con le memorie, con le storie già scritte, con l’immaginario delle persone. Ho sperimentato molto sull’immagine e molto meno sull’oggetto.
L.G.


















Io preferisco questa interrogazione continua su quello che si deve vedere e quello che non si deve vedere. 
Mostrare come ci sia sempre nella realtà una zona di mistero, una zona insondabile che secondo me determina anche l’interesse dell’immagine fotografica.
L.G.


























L’idea fondamentale di Ghirri applicata alla foto è quella della proiezione affettiva: lo sguardo come incontro con le cose, verso cui si dirige una nostra tendenza intima. Non esiste foto di Ghirri che si offra come pura documentazione.
Gianni Celati






















Testi tratti da:
Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia, Quodlibet 2010. Lezioni tenute tra il 1989 e il 1990 all'Università del Progetto di Reggio Emilia.

Immagini da:
Luigi Ghirri, il precursore di Instagram
Kodachrome
Reception
Mia Fair Milano

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