lunedì 13 luglio 2009

In pratica -Come fare un annuncio*



1. Studia la macchina.
2. Studiala più a fondo. Troverai vantaggi che bastano a riempire un sacco di annunci. Tipo il raffreddamento ad aria, i bassi consumi, il design che non va mai fuori moda.
3. Non esagerare. Per esempio, qualcuno dice che col Maggiolino riesce a fare 20 km con un litro. Altri solo 15. Media: 17. Non promettere di più.
4. Di' pane al pane e vino al vino. Chiama sospensione la sospensione. E non chiamarla "ammortizzatore orbitale".
5. Parla al tuo lettore. Non urlare. Lui ti ascolta. Specialmente se hai cose sensate da raccontargli.
6. Matita appuntita? Bon, dacci dentro.

Una lezione che vale sempre.

*Adattamento di un famoso annuncio DDB per il Volkswagen Maggiolino "How to do a Volkswagen ad."

Fonte immagine: aircooledads.

mercoledì 8 luglio 2009

Segno o son desto? -Consorcio (e con topa)*



Traggo il pezzo sottostante dal comunicato stampa (pdf) messo online da Barabino & Partners.

"Girato in 16 mm a Bologna, in una location ricercata ed estremamente lussuosa, questo spot si apre con una scena sorprendente: il protagonista – un giovane sportivo - è “appeso” per i piedi ad una trave ginnica. Qualcuno bussa alla porta ed interrompe i suoi esercizi quotidiani, entra un cameriere, e come da richiesta gli presenta, mostrandoglielo, il pranzo perfetto: verdure fresche al vapore e tonno Consorcio. A chiudere lo spot un’ammiccante compagna che seduta su una sedia high tech invita il protagonista a una sessione di allenamento del tutto speciale pronunciando ironicamente la domanda “Consorciamo”? Un palese messaggio al benessere inteso come cura del corpo e della propria alimentazione, in una cornice di assoluta eleganza se pur nella modernità degli ambienti. Il risultato è uno spot ricercato, fluido, in cui tutto è trattato con grande gusto estetico in ogni dettaglio: cast, luci, colori, styling. A rendere memorabile il claim che mira diventare il tormentone dell’estate: Consorciamo?"

Non so cos'è più raccapricciante: lo spot o il comunicato stampa.

Un altro commento in sparate sul copy.


*Chiedo scusa per la volgarità, forse non richiesta.

lunedì 6 luglio 2009

Branding -Brandforum.it si rinnova

Un bel primato quello di brandforum.it: otto anni di approfondimenti sul mondo delle marche, un sacco di spunti utili per chiunque, studente o professionista, si occupi di branding. L'idea originale della lungimirante Patrizia Musso oggi si presenta online con una nuova veste grafica e una migliorata usabilità. Francamente, non so che consigli dare a brandforum.it: mi sembra realizzato molto bene sia per la qualità dei contenuti sia per la funzionalità della navigazione. Gli faccio solo tanti auguri!

giovedì 2 luglio 2009

Storie -Ormanno Foraboschi

Spara oggi, spara domani, qualcuno si fa male.

Canna da fucile non dà zucchero.

Se ti spari da te, conosci il posto.


Son tre dei Proverbi militari scritti da Ormanno Foraboschi, colto e geniale copywriter amicissimo di Luciano Bianciardi. Li ho trovati nella biografia Vita agra di un anarchico, scritta da Pino Corrias. La raccolta dei proverbi è tutt'ora inedita... peccato.

martedì 30 giugno 2009

Segno o son desto? -Ipertecnicismo vs creatività

Non ho seguito Cannes Lions 2009: l'ho perso. O forse non mi son perso alcunché visto che il Grand Prix è andato a questa dimostrazione di prodotto, ineccepibilmente realizzata, che, non so come mai, trovo inquietante sia per il soggetto (lo stop motion di una scena di morte) sia per lo sguardo asettico (il lungo circolare piano sequenza).



Uno sguardo disumano, tutto interno al prodotto: un punto di vista conservatore, privo di sensibilità e ironia, per niente liberatorio. Un delitto perfetto, una perfezione criminale, per dirla con Baudrillard:

Il delitto perfetto distrugge l'alterità: è il regno dello stesso, del medesimo, dell'identico. Il mondo coincide con se stesso, grazie all'esclusione di ogni principio di alterità.*

Scomodare Jean Baudrillard è forse troppo, allora mi ricordo un bellissimo film per il televisore Trinitron Sony di qualche anno fa. Anni luce fa.



*Jean Baudrillard, Parole chiave, Armando Editore, Roma, 2002.

mercoledì 24 giugno 2009

Da leggere -Tre libri che rileggerò quest'estate



Sarà che ti piove sulla testa un tormento che dio lo manda e non hai riparo e te lo becchi tutto addosso, e allora comincia la fatica di andare per le strade con i vestiti fradici di quel tormento lì che la gente ti guarda con occhi torvi, perché non lo capisce proprio niente quel travaglio. La gente non li capisce proprio quei vestiti pesanti di pioggia tormentosa e dice ma perché non se li toglie e si dà una regolata.

Echi tondelliani nel bel romanzo di Francesca Bonafini, Mangiacuore (ed. Fernandel, 2008) opera prima che si legge tutta d'un fiato. Scrittura curatissima nella scelta lessicale, nel ritmo della prosa, nella resa sonora.



in cielo i nuvoli son grandi vele
bianche, velieri. Io voglio per mare
un fondo di bottiglia e davvero
esitare a scrivere, non vere
le parole han bisogno di severe
prigioni dove snebbiare; più terse
allora seguiranno il verso giusto,
più vere eviteranno le maldestre
oasi d'ambiguità che son rare
ai deserti e frequentissime dove
il deserto è la folla delli errori,
e degli uomini incerti qui nei mari
d'assenza e di dolore. Come fiori
di mandorlo e di pesco le parole.


I begli occhi del ladro, (ed. Il ponte del sale, 2004) la raccolta (incompleta) delle poesie e delle prose di Beppe Salvia.




Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. E quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancia da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda. A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera.
Io mi oppongo.

La vita agra, il capolavoro di Luciano Bianciardi (ed. Bompiani, 1995)

giovedì 4 giugno 2009

La pubblicità secondo il gran Lombardo

I libri miei sono oggi delle "ristampe" che la solerzia di due Editori, indubbiamente esperti dell'arte loro, hanno distribuito ai librai in veste nuova e pregevole. Anche di ciò volevo intrattenerti. Io devo, "per contratto", subire la pubblicità: ma, credi, sono ben consapevole della mia limitata e modesta posizione, e le iperboli della pur necessaria propaganda non possono addebitarsi al mio conto, già pesante, di "bersaglio della réclame".

E' Carlo Emilio Gadda, il gran Lombardo autore de La cognizione del dolore, che scrive a Bonaventura Tecchi nell'aprile del 1963.

Da: A un amico fraterno Lettere A Bonaventura Tecchi, Garzanti 1984.

Fonte immagine: The Edinburgh Journal of Gadda studies.