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sabato 18 novembre 2017

La pubblicità secondo Sergej Dovlatov 2



259
Pubblicità:

"Se noi non ce l'abbiamo,
in natura non esiste!".

"Se noi non ce l'abbiamo,
non vi serve!".

E infine:

"Se noi non ce l'abbiamo,
è ora di cambiare gli occhiali!".


Da: Taccuini, Sergej Dovlatov, Sellerio, 2016.



La prima qui.

Sergej Dovlatov per le strade di Nwe York
Dovlatov in New York.

venerdì 7 ottobre 2016

La pubblicità secondo Gino Pesavento

la ragazza che portava fortuna gino pesavento
Un'idea dell'Agenzia Pic!
L’incomprensione del volgo è sempre stato il lotto degli artisti.
I vicini dell’Agenzia Pic quella mattina sentirono l’urlo straziante d’una sirena da nebbia e si chiesero stupefatti come potesse un piroscafo navigare al quinto piano d’una casa. Oltretutto non c’era nebbia. Si trattava invece di Tortuga intento ad esprimere il suo giudizio sull’annuncio da me preparato per il giornale.
Di fronte ad un cervello scattante come il cemento precompresso, dovetti evidentemente cedere e rinunciare ad alcuni tra i più bei fiori che mai la pubblicità abbia prodotto sia da questa parte che dall’altra dell’Atlantico o anche in mezzo.
Purtroppo in quell’appartamento di quinto piano, affitto arretrato, Tortuga l’unico portafogli esistente teneva. E continuava a gridare che la mia idea, già nata focomelica, bastonata ora a sangue dal mio stile letterario, lo avrebbe ridotto a suonare la zampogna per le strade entro il prossimo natale, accompagnato magari da una pecora.
Dopo una decina di modifiche proposi questo attacco: 

“Si può essere fortunati per gli altri?”
“Chi capisce?” aveva bramito il mastodonte. “Allora proviamo questo: “A gente moderna portafortuna moderno?”
“Buugnaregheghhem…”

“Esistono le persone fortunate? Certamente! Tutti ne abbiamo conosciute. Ma esistono anche persone che hanno il potere di portar fortuna a coloro che stanno loro vicine.”

“Una di queste persone-che è inoltre una giovane e bella donna- può essere a vostra disposizione. Ella ha già portato fortuna in molti casi straordinari. Documentazione a disposizione. L’Agenzia Pic vi propone di provare MISS MISTERO, il suo straordinario portafortuna umano! Viene concesso solo a referenziatissimi, eccetera, eccetera.”


“Sapete chi leggerà subito il vostro aborto?”
“Chi?”
“La polizia! Incitamento alla prostituzione! Tratta delle bianche! Balletti verdi, rosa e pistacchio, Casanova, Caligolissimo, Sardanapalone!”
“State calmo! Mal che vada diremo che si tratta di una trovata per richiamare l’attenzione sulla nostra agenzia.”
“Prevedo sciagure e pignoramenti. Non credo proprio di dover andare avanti.”
“Così come son messe le cose in agenzia, potete andare avanti?”
“Oh no!”
“E allora tentate questa! Bruciate le ultime cartucce. Forse sono quelle della vittoria!”


La ragazza che portava fortuna
, Gino Pesavento, Bietti, 1973.

mercoledì 20 luglio 2016

Gli occhi di Cécile, di Oriana Guarino (un libro per l'estate e anche dopo)

Già nel 2012 avevo ospitato la “profe”, scrittrice e filosofa, Oriana Guarino. Oggi ho il piacere di segnalarne il nuovo romanzo: Gli occhi di Cécile, pubblicato da Robin Edizioni (disponibile sia in carta sia in ebook).

Il romanzo, in effetti, non è un romanzo. Cioè non si sviluppa come una storia, con un plot e degli accadimenti legati e conseguenti. Sono, piuttosto, dei racconti divisi in tre periodi della vita di Cécile: l’orfanotrofio, la vita da ragazza e quella di donna.

Pur in assenza di trama, la narrazione è fluida e convincente. E si sente il fil rouge emotivo che la percorre e la unisce indissolubilmente: lo sguardo di Cécile.

Uno sguardo che sempre cerca il senso nelle cose, nei comportamenti, nei rituali religiosi e laici. Un’ingenua ostinata aspettativa che non s’infrange contro i muri di un orfanotrofio né di fronte alle delusioni dell’amore o alle fruste abitudini dell’esistenza adulta.

Non comune la sensibilità che Oriana Guarino mostra nella prima parte del libro, il periodo trascorso in orfanotrofio. Qui Cécile monologa con Spezzi, la sua matitina bambola: ad essa la bimba racconta ciò che gli occhi vedono e interpretano: cose belle e brutte, persone positive e umanità indegna.

E racconta anche la contentezza per la scoperta di nuove parole. Parole che arricchiscono il vocabolario e la sua identità, conquiste che infondono fiducia, forza, fantasia.

Notevoli anche l’equilibrio e capacità di variare i toni a mano a mano che la piccola Cécile diventa grande e affronta altri ambienti e relazioni umane e sentimentali.

Gli occhi di Cécile sanno guardare il mondo, sopportarlo con leggerezza e scovare un briciolo di bellezza dovunque, anche attraverso il dono dell’ironia.

Un piccolo libro, bello.

sabato 17 ottobre 2015

La pubblicità secondo la Battaglia (la figlia di Paolo Nori)

124. Due pubblicità

Quando eravamo a Roma, alla Battaglia, le son rimaste impresse due pubblicità, una del musical sul papa polacco, musical che si intitolava Non abbiate paura, e nel manifesto pubblicitario c'era una faccia del papa già malato, poveretto, che la Battaglia diceva che, a lei, già quella faccia lì, le faceva paura, e una pubblicità di un integratore che c'era una donna che dormiva e il testo diceva Stanca di essere stanca?
E la Battaglia non si spiegava come era possibile, essere stanchi di essere stanchi.
Io ho provato, a spiegarglielo, non ci sono riuscito.

Paolo Nori, La piccola Battaglia portatile, Marcos Y Marcos, 2015.