martedì 30 novembre 2004

Don't think. Shoot.

Forse sto invecchiando e non riesco più a entrare in certi concept pubblicitari. Ad afferrarne subito il senso o non senso, ironico. Ieri sera ho visto un bello spot per una nuova fotocamera digitale Sony. Un montaggio veloce di immagini d’effetto, solo musica, con una sola frase finale: Don’t think. Shoot. Come dire: Non pensare. Scatta. O: Non starci a pensare. Scatta. O: Non perder tempo a pensare. Scatta.

Ogni sfumatura ha il suo peso, certo. Ma da qualsiasi punto di vista lo soppesiate, il think in questo claim è di troppo. Pensare è diventato superfluo. Di più: un intralcio. Un ingombro che fa perdere tempo prezioso. Fa perdere proprio quell’attimo fuggente, unico e irripetibile che possiamo congelare definitivamente in un’immagine. Che volete che vi dica. A me quel Dont’think mi amareggia un po’ ma poco mi stupisce. Il digitale ha reso tutto più veloce. Velocissimo. E noi tutti, per restare connessi 24 ore su 24, non possiamo permetterci il lusso di perdere tempo a pensare. Digito. Ergo sum.

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