lunedì 3 settembre 2007

Creatività e dintorni 38 -Il cocktail delle idee

Da un'intervista di Bruno Ventavoli al designer Aldo Cibic , La Stampa del 22 agosto 2007.


Che cosa serve per far scattare le scintille della creatività?


Innanzitutto che le persone stiano vicine, si incontrino, scambino idee. La creatività ha sempre una dimensione collettiva. Per questo è più facile lavorare in una metropoli che non in un paesino.


Le informazioni circolano, naturalmente, dove ci sono scuole, università, gallerie d'arte. Ma anche dove si fanno feste, dove ci sono luoghi di ritrovo la sera. Non voglio fare l'apologia delle feste, il mondano a oltranza. Per carità.


Ma sono convinto che la socialità sia un elemento importante dell'arte. Per Andy Warhol un party era fondamentale quanto un museo. Ed è sempre stato così. Dalle scuole filosofiche dell'antica Grecia agli impressionisti che si ritrovavano nelle loro osterie lungo la Senna.


Le idee nascono guardando un quadro, ma anche chiacchierando con un cocktail in mano.

4 commenti:

Luca Oliverio ha detto...

m;) bentornato marco, senza te mancava la possibilità di accender le lampadine... grazie perle tue illuminazioni (perle è scritto attaccato volutamente).

marco fossati ha detto...

grazie perle belle parole... un saluto anche a te :-)

Gerardo De ha detto...

Ciao Marco,
tempo fa ti ho scritto una mail chiedentoti un suggerimento per la mia tesi.. (era un confronto tra creatività inglese - italiana - spagnola)

Grazie per il tuo blog

Saluti
Gerardo De Nicola

Alina ha detto...

Ho l'impressione che le idee da sole non bastino più.... Io sono sommersa di idee ma non ho i mezzi per realizzarle

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