martedì 25 maggio 2010

Segno o son desto? -E se avessero usato Mussolini?



Fonte immagine: palermo blog sicilia.

A Palermo è comparsa questa affissione: apriti cielo! Son scoppiate polemiche di varia natura, con i soliti "distinguo" di carattere tecnico. L'operazione si è dimostrata efficace se non altro per il polverone sollevato (bisognerà poi vedere se il traffico nel punto vendita è aumentato).

Ho fatto una veloce ricognizione sul web: tra parodie, fake e deliri, ho scoperto che Hitler è parecchio usato (e abusato).



















La pubblicità può provocare, come ci ricorda Bill Bernbach:

Provoca. Ma assicurati che la provocazione nasca dal prodotto.

Chiudo la breve carrellata con lo straordinario Charlie Chaplin che, nel Grande Dittatore, irride la lingua, la retorica e la gestualità teatrante del tiranno (di tutti i tiranni).

martedì 18 maggio 2010

giovedì 6 maggio 2010

In pratica -Occhio al layout!


Vado subito alle conclusioni.
I layout (stampa) organizzati senza tener conto della “forza di gravità della lettura” (reading gravity) risultano scarsamente comprensibili. I testi lunghi scritti con caratteri senza grazie (sans serif type) o colorati sono altrettanto scarsamente comprensibili. I testi lunghi impaginati a blocchetto su più colonne, spezzati da sottotitoli, sono più leggibili. I titoli scritti con lettere tutte maiuscole risultano meno leggibili di quelli scritti in minuscolo. I titoli sparati a corpi giganteschi infastidiscono e ottengono l'effetto contrario: più urli più mi dai fastidio. I titoli scritti a colori appesantiscono la lettura molto più di quelli in nero. I lettori gettano la spugna quasi subito se devono leggere testi lunghi bianco su nero o composti su fondi colorati. I titoli che terminano con un punto è come se dicessero al lettore: bon, è tutto qui, puoi smettere di leggere.

Queste e altre conclusioni degne di considerazione, supportate da ricerche su un campione significativo, le ha raccolte Colin Wheildon nel classico Type & Layout Are you communicating or just making pretty shapes, del 1984. Testo poco letto, a giudicare dalla qualità dei layout e delle impaginazioni fantasiose e decorative che circolano.
I suggerimenti che Wheildon fornisce sulla base di osservazioni e dati sull'efficacia, la leggibilità e la comprensione sono assolutamente condivisibili. Son regole, o meglio, "mezzi" da applicare per costruire un messaggio ben strutturato, chiaro, semplice e facile da leggere. Accorgimenti necessari oggi più di ieri, perché la quantità degli stimoli visivi quotidiani (commerciali e non) ha raggiunto una densità magmatica e un abbruttimento quasi insopportabili. Un abc del layout, dell'impaginazione e della tipografia dal quale non si può prescindere, se si desidera far evolvere il linguaggio grafico verso forme giustamente sorprendenti e innovative ma comprensibili.
A chi non ha tempo di leggere l'intero libro (che contiene numerosi esempi didattici tipo “prima e dopo”, un glossarietto e cenni di teoria della percezione visiva dei testi, etc), consiglio di scaricare Keep it Simple Stupid: Using Basic Design Maxims for Effective Communication scritto da Maggie Smith.