martedì 30 giugno 2009

Segno o son desto? -Ipertecnicismo vs creatività

Non ho seguito Cannes Lions 2009: l'ho perso. O forse non mi son perso alcunché visto che il Grand Prix è andato a questa dimostrazione di prodotto, ineccepibilmente realizzata, che, non so come mai, trovo inquietante sia per il soggetto (lo stop motion di una scena di morte) sia per lo sguardo asettico (il lungo circolare piano sequenza).



Uno sguardo disumano, tutto interno al prodotto: un punto di vista conservatore, privo di sensibilità e ironia, per niente liberatorio. Un delitto perfetto, una perfezione criminale, per dirla con Baudrillard:

Il delitto perfetto distrugge l'alterità: è il regno dello stesso, del medesimo, dell'identico. Il mondo coincide con se stesso, grazie all'esclusione di ogni principio di alterità.*

Scomodare Jean Baudrillard è forse troppo, allora mi ricordo un bellissimo film per il televisore Trinitron Sony di qualche anno fa. Anni luce fa.



*Jean Baudrillard, Parole chiave, Armando Editore, Roma, 2002.

mercoledì 24 giugno 2009

Da leggere -Tre libri che rileggerò quest'estate



Sarà che ti piove sulla testa un tormento che dio lo manda e non hai riparo e te lo becchi tutto addosso, e allora comincia la fatica di andare per le strade con i vestiti fradici di quel tormento lì che la gente ti guarda con occhi torvi, perché non lo capisce proprio niente quel travaglio. La gente non li capisce proprio quei vestiti pesanti di pioggia tormentosa e dice ma perché non se li toglie e si dà una regolata.

Echi tondelliani nel bel romanzo di Francesca Bonafini, Mangiacuore (ed. Fernandel, 2008) opera prima che si legge tutta d'un fiato. Scrittura curatissima nella scelta lessicale, nel ritmo della prosa, nella resa sonora.



in cielo i nuvoli son grandi vele
bianche, velieri. Io voglio per mare
un fondo di bottiglia e davvero
esitare a scrivere, non vere
le parole han bisogno di severe
prigioni dove snebbiare; più terse
allora seguiranno il verso giusto,
più vere eviteranno le maldestre
oasi d'ambiguità che son rare
ai deserti e frequentissime dove
il deserto è la folla delli errori,
e degli uomini incerti qui nei mari
d'assenza e di dolore. Come fiori
di mandorlo e di pesco le parole.


I begli occhi del ladro, (ed. Il ponte del sale, 2004) la raccolta (incompleta) delle poesie e delle prose di Beppe Salvia.




Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. E quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancia da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda. A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera.
Io mi oppongo.

La vita agra, il capolavoro di Luciano Bianciardi (ed. Bompiani, 1995)

giovedì 4 giugno 2009

La pubblicità secondo il gran Lombardo

I libri miei sono oggi delle "ristampe" che la solerzia di due Editori, indubbiamente esperti dell'arte loro, hanno distribuito ai librai in veste nuova e pregevole. Anche di ciò volevo intrattenerti. Io devo, "per contratto", subire la pubblicità: ma, credi, sono ben consapevole della mia limitata e modesta posizione, e le iperboli della pur necessaria propaganda non possono addebitarsi al mio conto, già pesante, di "bersaglio della réclame".

E' Carlo Emilio Gadda, il gran Lombardo autore de La cognizione del dolore, che scrive a Bonaventura Tecchi nell'aprile del 1963.

Da: A un amico fraterno Lettere A Bonaventura Tecchi, Garzanti 1984.

Fonte immagine: The Edinburgh Journal of Gadda studies.
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